“La Bellezza e l'Orrore." [In Italian]

Ci sono pochi libri veramente belli sull’esperienza della guerra (il piu’ bello forse e’ Dispatches). Ma ho appena finito di leggere lo straordinario esperimento letterario di Peter Englund, “La bellezza e l'orrore. La grande guerra narrata in diciannove destini”, Einaudi. L'autore, uno storico e giornalista svedese, segue la vita quotidiana di 19 individui realmente esistiti e tutti coinvolti in vario modo nel conflitto. Non e' un libro sul *perche'* della guerra, ma su *come* fu, contiene esperienze, impressioni, atmosfere vissute in trincea, negli uffici, sulle navi, nelle retrovie, nei campi di prigionia. Alcuni dei protagonisti verranno uccisi, altri impazziranno, altri non spareranno mai un colpo. E’ un libro sopratutto sulla giovinezza interrotta. L'autore usa su diari e testimonianze dirette, quindi non vi e’ nulla di romanzato. Per ogni anno del conflitto, il libro contiene resoconti di specifici giorni nella vita di queste persone. E’ quindi un’opera corale. Non c’e’ un unico filo o una trama. E ad un certo punto la guerra finisce. Ecco come termina il conflitto per Robert Musil, tenente della riserva austriaca, trentatre anni:

"La guerra di Robert Musil si conclude a Vienna, all'Ufficio Propaganda, dove continua a lavorare almeno per adesso, a livello puramente nominale, malgrado l'esercito in cui prestava servizio sia stato smobilitato e abbia iniziato a dissolversi, come l'intero impero caduto. Lo fa per meri motivi economici: lui e Martha hanno bisogno del suo stipendio. Musil siede in una stanza simile a un corridoio, arredata con file di tavoli, da solo dietro una grande scrivania oblunga che pare rimpicciolirlo. Quando un amico gli chiede cosa diavolo ci faccia li', adesso che la guerra e' finita, Musil si limita a rispondere: -Dissolvo" (p. 564)

 

"Un'analisi profonda"

Roberto Saviano, Repubblica

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