<Le Mafie dopo la Mafia> “La Storia Siamo Noi,” RAI 3, venerdì 22 marzo alle ore 10:00

Le Mafie dopo la Mafia


 


Documentario in 54′  per la  sesta puntata del ciclo “Storia Criminale” in onda su Rai Tre nell’ambito del programma “La Storia Siamo Noi”.   Un lungo viaggio nel nuovo universo delle criminalità organizzate italiane ed europee. Al classico gangster circondato da sicari e spacciatori si è sostituita la figura del mafioso imprenditore, che dalle attività illecite trae profitto per investire soldi sporchi di sangue in attività legali quando non addirittura nelle borse mondiali.


Un viaggio che parte in un tempo e in un luogo ben preciso. L’Europa Orientale e il crollo dell’Unione Sovietica negli anni ’90. La privatizzazione selvaggia del sistema statale attuata dalla Federazione Russa ha portato alla nascita di due gruppi di potere differenti per estrazione ma simili per scopi.


Da un lato gli oligarchi, rampanti giovani del ceto medio russo arricchitisi grazie alla privatizzazione pilotata. Dall’altro i ladri in legge, la mafia russa, che dall’immensità del suo suolo d’origine ha saputo portare la sua egemonia nei mercati criminali di tutta Europa.


In Italia hanno creato reti con le mafie nostrane e con il mondo della finanza corrotta. Dagli arresti di Monya Elson e Juri Esin, criminali di alto rango, a quello dell’imprenditore Leonid Minin, il “Lord of War”, trafficante di armi per la guerra dei bambini soldato in Africa.


Dalla fine della Cortina di Ferro un altro gruppo ha saputo conquistarsi la sua fetta di Europa. I Guerrieri Balcanici, figli della dissoluzione della Jugoslavia, che hanno trasformato Milano nella più grande piazza di spaccio del Continente, surclassando il rione Scampia di Napoli.


All’ombra del quartiere Quarto Oggiaro giovani poco più che adolescenti svolgono il tirocinio nel sottomondo mafioso atteggiandosi come i protagonisti del film “Gomorra”.


L’emergere di questi gruppi non ha però impedito alle mafie italiane di portare i loro interessi fuori dai confini nazionali. ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra contrastate nel Sud Italia hanno trovato nuovi spazi d’intervento in Europa.


Tutto questo interroga l’Unione di Bruxelles sulle scelte da prendere. E l’Italia diviene il modello di un’antimafia virtuosa e vincente. Un modello  che si propone non solo per l’Unione Europea ma per il mondo intero grazie alla legge di confisca dei beni, al loro riutilizzo sociale, alle associazioni per la tutela delle vittime innocenti, a Fondazione come Polis promossa dalla Regione Campania.


 


I PROTAGONISTI


Protagonisti del documentario sono studiosi come Federico Varese, docente di Criminologia dell’Università di Oxford, esperto di geopolitica del fenomeno criminale, Pino Arlacchi, già a capo del Dipartimento Onu sulle droghe e gli affari criminali. La  giornalista Nunzia Penelope, da anni studiosa di fenomeni economici illeciti. L’onorevole Laura Garavini, membro della Commissione Parlamentare Antimafia uscente, da anni attiva nella comunità italiana in Germania per il supporto alle associazioni antiracket.


L’assessore del Comune di Napoli Alessandra Clemente, impegnata anche al supporto dei familiari delle vittime innocenti. Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. I magistrati Walter Mapelli, attivo nell’inchiesta su Leonid Minin, Mario Venditti, che ha seguito le indagini sui Guerrieri Balcanici in Italia, Piergiorgio Morosini, che dalla sua sede di Palermo indaga su Cosa Nostra. L’avvocato Ilaria Ramoni di Libera. Giuseppe Guzzetti della Fondazione Cariplo e Pierluigi Stefanini di Unipolis, che supportano le attività legate al recupero dei beni confiscati.


I dirigenti di Polizia Renato Cortese, autore nelle sue mansioni dei più celebri arresti di ‘Ndrangheta e Cosa Nostra, e Francesco Anelli, dirigente del Commissariato milanese di Quarto Oggiaro.


 


GLI AUTORI


Il progetto, come le precedenti puntate del ciclo “Storia Criminale”, ha visto il coinvolgimento di giovani formatisi nell’ambito della Facoltà di Imprenditoria e Creatività per Cinema, Teatro, Televisione e del Master in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa. “In un contesto come quello napoletano – afferma Cristiano M. G. Faranna, giornalista professionista e assistente della cattedra di Strategie e Scritture Creative – il modello Suor Orsola  risulta vincente nella joint venture che è stata cercata e sperimentata tra studenti e docenti impegnati nell’imprenditoria mediatica.  E’ grazie  all’inventiva di cui Napoli è ricca se  possiamo proporci in primo piano anche in diverse realtà italiane”.


“E’ il mio quarto documentario per La Storia Siamo Noi – aggiunge Valerio D’Ambrosio, montatore e filmmaker – una storia iniziata con le realizzazione di una puntata a partire dalla mia tesi di laurea, mia e di altre due mie colleghe, sull’importanza del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, Sempre per La Storia Siamo Noi la rubrica Rai diretta da Giovanni Minoli” .


“In questi tempi di crisi – conclude il prof. Aldo Zappalàl’Università deve proporsi come un cantiere di rapporti tra istituzioni e aziende, sia pubbliche che private. Un laboratorio di microimprenditoria che sappia lanciare le generazioni del domani, rendendole coscienti e capaci di immettersi nel mondo del lavoro con autorevolezza e professionalità”.

"Un'analisi profonda"

Roberto Saviano, Repubblica

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