C'è un italiano dietro gli intrighi di Le Carré. Repubblica 20.04.2016 [In Italian]

È il momento di Le Carré. 

Arianna Finos

Repubblica 20 Aprile 2016

Su Sky stasera parte la serie 'The night manager' e al cinema il 5 maggio esce 'Il traditore tipo'.

Dietro gli intrighi legati alla Mafia russa e al riciclaggio di denaro sporco c'è un consulente italiano, Federico Varese, docente di criminologia a Oxford

Gli intrighi internazionali di politica e malaffare disegnati dal maestro della suspense Le Carré arrivano su piccolo e grande schermo. Stasera parte la miniserie kolossal, otto episodi su Sky Atlantic HD ispirata al romanzo dell’autore inglese del 1993, diretta dalla regista premio Oscar Susanne Bier (Tom Hiddleston e Hugh Laurie) e il cinque maggio arriva in sala Il traditore tipo (distribuito da Videa) diretto da Susanna White, con Ewan McGregor, Stellan Skarsgard, Damian Lewis e Naomie Harris. Durante una vacanza a Marrakech una coppia inglese, Perry (McGregor) e Gail (Harris) fa amicizia con un carismatico uomo d’affari russo, Dima (Skarsgard) che si rivela essere un boss del riciclaggio di denaro della mafia russa. La coppia decide di aiutare l’uomo, che teme per la sua vita e quella della famiglia dopo che il suo migliore amico e socio è stato ucciso, a fornire informazioni segrete ai servizi inglesi, ritrovandosi coinvolti in un intrigo politico internazionale, tra Parigi e Berna, le Alpi francesi e i bassifondi di Londra.

Video Il thriller prodotto dai figli dello scrittore, Simon e Stephen Cornwell (il vero nome di John Le Carré è David Cornwell) si è avvalso della consulenza di un italiano, Federico Varese, Professor of criminology e direttore dell’Extra-Legal Governance Institute dell’Università di Oxford, che da tempo lavora al fianco di Le Carrè.

Varese, com'è nata la vostra collaborazione?

Negli anni Novanta Le Carrè si è messo in contatto con me perché voleva discutere di un libro che in inglese si chiamava Our Game, in italiano Le speranze del nostro tempo, che è un libro sulla Russia. Feci il consulente per quel libro, siamo rimasti in contatto e quando ha storie che hanno a che fare con la criminalità e con la Russia in genere ne parliamo. E poi collaboro con la casa di produzione che hanno i figli che produce i film tratti dai suoi romanzi".

Di recente ha lavorato alla serie Bbc/Sky 'The night manager' di Susanne Bier e ora a 'Il traditore tipo'.

"Sì. Nella serie il mio lavoro è stato quello di spostare il periodo da quello originario del romanzo, ambientato negli anni Novanta in America Latina. Abbiamo deciso di attualizzarlo ambientandolo in Egitto, durante la Primavera araba. Ci sembrava il contesto più affascinante, con implicazioni foriere di grandi conseguenza sull’uso delle armi. E poi ci interessava il fatto che eventi come la Primavera Araba, da un certo punto di vista molto belli, poi possono avere delle conseguenze negative, quindi sono eventi complessi".

Che lavoro ha fatto per 'Il traditore tipo'?

Nel 2010 David mi ha scritto dicendo che voleva un romanzo sulla Russia, sulla mafia russa. Quindi parte del romanzo Il traditore tipo è basato sul quarto capitolo del mio libro Mafie in movimento uscito nel 2011 e in parte sul mio primo libro, La mafia russa (2001). Il mio lavoro è stato indirizzarlo verso storie plausibili. La cosa bella del libro è che è basato su eventi assolutamente reali, ma che non erano noti al grande pubblico. Per esempio la vicenda del riciclaggio di denaro ad Antigua, luogo di riciclaggio della mafia russa soprattutto verso la City di Londra. Che poi si è rivelata essere uno dei maggiori centri di riciclaggio del denaro sporco russo".

Colpisce, vedendo il film oggi, il richiamo a scandali come Panama Papers. I ricchi e potenti, nel film anche pezzi di istituzioni, sono coloro che praticano l’illegalità.

Esatto. Per quanto il romanzo sia ambientato ad Antigua, uno dei centri del riciclaggio, c’è un parallelo fortissimo con la situazione attuale. Le Carré era consapevole di questa doppia faccia dell’élite britannica. In fondo quel che a lui interessa è scrivere un libro sull’élite in Inghilterra. Che da una parte a parole combatte il crimine organizzato e il riciclaggio del denaro sporco, ma poi nella realtà fa esattamente ciò che dice di contrastare. E quindi c’è sempre in Le Carré questo doppio gioco dei personaggi e delle istituzioni. C’è un’idea del cuore sempre in conflitto con se stesso. Una parte delle istituzioni inglesi fa il lavoro onesto, come succede nel romanzo, ma poi ce ne è un’altra che non lo fa. E quindi chi combatte il crimine organizzato a un certo punto si trova sempre ad avere a che fare con persone che cercano di mettere ostacoli. Con esiti, come succede nel romanzo, a volte tragici

Le Carrè nei suoi romanzi racconta la crisi dei valori britannici. Esemplare il personaggio di Roper/Hugh Laurie di 'The night manager': una persona colta, libera, ricca che in realtà è un trafficante in armi. In Le Carré c'è uno sguardo morale forte.

Sì. Quelli di Le Carré sono romanzi politici, di critica dell’esistente ed è questa la sua forza, insieme alla capacità di mantenere la suspense. Sono dilemmi tipici di un inglese che, come lui, ha vissuto all’interno dell’establishment. Anche se questo tipo di dilemma ha una portata universale. I suoi personaggi hanno da una parte l’aspirazione a fare la cosa giusta e quindi a ribellarsi, dall’altra però sono esseri umani, con il loro limiti. Il personaggio di Ewan McGregor, in Il traditore tipo, non è una figura specchiata, anzi è un professore che ha tradito la moglie con una studentessa. Anche se poi durante la storia trova il suo riscatto.

Hossein Amini, che ha girato da regista I due volti di gennaio e firma la sceneggiatura di 'Il traditore tipo', afferma che i valori di Le Carré risalgono all’era dell’Impero Britannico e si sono affievoliti insieme alla perdita di potere della Gran Bretagna.

Non sono d'accordo. Secondo me questo sgretolarsi dei valori c’era già dentro l’impero ed è stato descritto in maniera sublime da George Orwell che infatti Le Carrè cita ne Il traditore tipo. Il protagonista tiene all’università una lezione ad Oxford su George Orwell. Perché Le Carrè diventa adulto quando l’impero coloniale è già finito, negli anni '50 e '60. Non pensa a un'età dell’oro morale che oggi si sgretola. Anche perché Le Carré è stato sempre ai margini di questa élite, ha fatto scuole prestigiose ma si è ribellato ed è scappato. Al personaggio di Roper di The night manager David fa frequentare le sue stesse scuole, ma nella realtà David a sedici anni se ne va in Svizzera a studiare tedesco, in un atto di ribellione all'establishment di cui fa parte. Perché ne conosce la profonda corruzione. Questo è un tema che lo interessa e lo riguarda fin da quando è giovane.

Da studioso cosa pensa della reazione della società britannica allo scandalo di Cameron e dei Panama Papers?

Sicuramente Cameron si è trovato in grossa difficoltà, è stato il momento di maggiore imbarazzo in tutta la sua carriera politica e soprattutto di primo ministro. La prima volta in cui si è trovato veramente in imbarazzo e ha reagito in maniera piuttosto goffa. Sicuramente l’opinione pubblica ha ancor di più un senso di scollamento tra le persone normali, i cittadini inglesi che pagano le alte tasse, e questa élite che nasconde il suo denatro all'estero. Il problema è che la situazione è complessa ma la sua posizione si è indebolita molto, anche se non è caduto.

 

"Un'analisi profonda"

Roberto Saviano, Repubblica

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