Impegno contro la mafia: Federico Varese incontra gli studenti a Cento (Ferrara) [In Italian]

DA LA NUOVA FERARA, 11 aprile 2013.


professore all’isit bassi burgatti


Impegno contro la mafia Varese incontra gli studenti


CENTO. Federico Varese, uno dei più autorevoli studiosi del crimine organizzato, ha recentemente incontrato le classi quinte del Bassi Burgatti per parlare di mafie internazionali presentando il suo...


CENTO. Federico Varese, uno dei più autorevoli studiosi del crimine organizzato, ha recentemente incontrato le classi quinte del Bassi Burgatti per parlare di mafie internazionali presentando il suo libro "Mafie in movimento", (2011 Passaggi Einaudi). Federico Varese, originario di Ferrara, formato alle Università di Bologna, Oxford e Cambridge, dal 2006 è professore di criminologia presso il Dipartimento di Sociologia della Oxford University. Il professor Varese ha racconta agli studenti la mafia russa a Roma e a Budapest, la 'ndrangheta in Piemonte, le nuove triadi in Cina.




È stato Aldo Di Napoli, della quinta M indirizzo tecnologico a introdurre la giornata di studi nella quale Varese, attraverso il racconto di vicende specifiche, di successi ed insuccessi delle mafie nell'era globalizzata, ha ricostruito il percorso e le scelte legislative che consentirono il radicamento delle mafie italiane a New York e a Rosario, in Argentina analizzando l'origine delle mafie e il loro rapporto con le democrazie. «Nel mio libro - ha spiegato - ho cercato di dimostrare fino a che punto le mafie riescono a penetrare altri territori e di come questo avviene quando ci sono opportunità economiche mal gestite dallo Stato. La mafia infatti si pone come “autorità alternativa” allo Stato nella gestione dei territori e del mercato. Un sorta di forma di governo». Emblematico il caso Bardonecchia sul quale Varese ha indagato, ricordando che quello fu il primo Comune commissariato per mafia nel 1995, omaggiando il sindaco che tentò inutilmente di contrastare la scalata del boss mafioso Rocco Lo Presti.


 

"Un'analisi profonda"

Roberto Saviano, Repubblica

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