Intervista sulle preferenze. Giornale di Sicilia, 31.01.14 [In Italian]

Oggi e' uscita una mia intervista sul Giornale di Sicilia, sul tema "corruzione e preferenze". Curata da Gerardo Marrone. Allegata qui in PDF. 


questo che segue e' una versione non definitiva del testo.


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Gerardo Marrone


 


l’intervista. Il docente di criminologia a Oxford: per la criminalità quello elettorale èunmercato da sfruttare


 


Il sistema elettorale può essere causa di “voto malato”. Condizionato da clientele, scambi illeciti, infiltrazioni mafiose. “Non capisco, però, perché si stia parlando della nuova legge ma non si stia parlando di questo problema”, esclama Federico Varese, professore di Criminologia all’Università di Oxford.  



  • Professor Varese, lei afferma in un artticolo su “La Stampa” che le preferenze sono un moltiplicatore di corruzione politica. Perché ?

  • “Questo è il risultato di ricerche molto sofisticate, fatte da studiosi come Miriam Golden. Innanzitutto, in caso di un sistema elettorale basato sulle preferenze, il candidato deve  fare campagna elettorale per sé e non per il partito. Deve raccogliere fondi e, con chi vota personalmente per lui, entrare in tutta una serie di rapporti che rischiano di generare corruzione. Che le preferenze moltiplichino questo fenomeno è ormai un dato acquisito grazie a studi molto rigorosi. Non è  piu’ un’opinione!”.

  • La Golden ha particolarmente analizzato il caso della Democrazia Cristiana. La “lezione” della prima Repubblica, insomma, non è servita a nulla ?

  • “Sembra proprio di no. Sono veramente stupito di questo ritorno in auge delle preferenze, quando soprattutto la sinistra si era scagliata in passato contro. Oltre che corruzione, le preferenze creano forte frammentazione all’interno dei partiti. Sarebbero, quindi, deleterie in una condizione quale l’attuale in cui vi sono formazioni più deboli e rissose rispetto, in particolare, a Dc e Pci”.  

  • L’alternativa, però, è rappresentata dalle liste bloccate che rappresentano l'eredità peggiore del “Porcellum”. O no ?

  • “Le liste bloccate hanno il grosso difetto di eliminare ogni rapporto tra l’eletto e i suoi elettori. In sé, non sono tanto un generatore di corruzione individuale ma danno un grossissimo potere ai segretari di partito”.

- Lei è l’autore del saggio “Le mafie in movimento”. Quali sono, a suo avviso, i sistemi elettorali maggiormente “a rischio infiltrazioni” ?


“Le preferenze certamente generano anche penetrazione delle mafie nel sistema. Per la criminalità organizzata quello elettorale è solo un altro mercato da sfruttare. Ovviamente, più si riduce il numero di voti che servono per eleggere un candidato e maggiore è il potere dei clan. Nel mio libro sottolineo proprio come i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose siano, in maggior numero, quelli più piccoli. Il boss di Bardonecchia diceva, ad esempio, che gli bastavano duecento voti per controllare l’amministrazione comunale di quel paese”.


- Anche i piccoli collegi uninominali sono, dunque, da sconsigliare ?


“E’ pericoloso anche quello. A mio parere, serve un sistema con collegi non troppo piccoli. Ma neppure troppo grandi, perché il candidato avrebbe bisogno di ingenti risorse per condurre la campagna elettorale. Diciamo che non dovrebbero essere collegi né da 10 mila, né da 100 o 200 mila elettori”.


- Ma un sistema di questo tipo non ce l'avevamo già, almeno per il Senato … ?


- “Era il “Mattarella” che, però, aveva una quota proporzionale e non garantì del tutto stabilità, anche se in effetti i partiti progressivamente diminuirono. Quella legge, comunque, fu modificata dal centrodestra perché temeva di perdere le elezioni e voleva indebolire la sinistra data per vincente. In Italia, il problema è che i partiti parlano di riforma elettorale tenendo soltanto in considerazione il proprio risultato. Piu’ in generale, e’ preoccupante che dal 1993 ad oggi si cambi il sistema elettorale cosi’ spesso”. (*gem*)


 

Giornale di Sicilia 20140131 varese.pdf

"Un'analisi profonda"

Roberto Saviano, Repubblica

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