Il welfare mafioso, Il Regno, 15/06/2020

[il testo che segue e’ stato pubblicato sul sito de la rivista Il Regno, qui]

[An English version is here]

Federico Varese*

Il 4 aprile il fratello di un boss di Cosa Nostra fu visto mentre distribuiva pacchi di pasta nel quartiere palermitano dello Zen. Quando Repubblica-Palermo raccontò il fatto, l’uomo, con precedenti per traffico di droga, disse che voleva semplicemente fare della carità ma mostrò il suo vero volto quando minacciò il giornalista.[1] Non è la prima volta che una mafia italiana sembra voler aiutare le persone in difficoltà, e non è un comportamento limitato all’Italia. Questi episodi ci ricordano che alcuni gruppi criminali sono alla ricerca di una merce preziosa e intangibile: la legittimità che si fonda sul consenso sociale. Durante crisi come quella della covid19, le istituzioni democratiche devono aiutare i propri cittadini in maniera rapida ed efficace, altrimenti altri attori possono sostituirsi a loro, con effetti perversi. 

Durante le crisi economiche del passato, le mafie hanno sospeso le richieste del pizzo, offerto prestiti e persino aperto strutture per distribuire pasti caldi. Quando la Grande Depressione del 1929 devastò la vita sociale negli Stati Uniti, Lucky Luciano smise di imporre la tassa mafiosa ai piccoli laboratori di abbigliamento a New York. Non solo: «Noi fornimmo alle aziende che lavoravano con noi il denaro per aiutarle a comprare merci e tutto il materiale di cui esse avevano bisogno per la produzione—aggiunse Luciano –. Quindi, se uno dei nostri imprenditori non era più in grado di restituire il prestito e sembrava avere un buon business, allora ne diventavamo soci».[2] Questa strategia permise alla mafia italo-americana di New York di radicarsi nell’economia legale della città. Nel novembre del 1930, Al Capone aprì una mensa per i poveri al numero 935 di South State Street, a Chicago. In sei settimane distribuì 120.000 pasti, per un costo di circa 12.000 dollari. Chiunque si metteva in fila veniva servito.[3] Nel mio libro mafie in Movimento (2012) racconto come la `ndrangheta è sempre stata molto attenta a non esagerare con le richieste del pizzo, “altrimenti il popolo si ribella,” dice un boss in una intercettazione. E anche la mafia giapponese—la yakuza—durante il terremoto di Kobe (1995) aprì mense per gli sfollati, prima di quella del governo,[4] e si prodigò anche durante ii terremoti di Tohoku (2011) e Kumamoto (2016) e lo tsunami del 2011. È noto che nel 2011 la yakuza mandò i suoi uomini a pulire l’impianto nucleare di Fukushima. Senza dubbio, le mafie amano esagerare il loro ruolo in tali frangenti, ma non possiamo ignorare questi fatti, per quanto essi abbiamo un effetto che varia da caso a caso.

Anche durante questa pandemia le mafie hanno cercato di essere una fonte di welfare alternativo. A Napoli, la camorra ha sospeso il pizzo e si è messa a distribuire pasta, zucchero e caffè, come ha scritto Il Mattino del 30 marzo.[5] Cosa Nostra siciliana è attiva non solo allo Zen. Lillo Gangi, rappresentante di Libera a Palermo, ha dichiarato: “Al Cep [quartiere in periferia] e a Ballarò, stiamo notando che in questo momento la mafia c’è […] stanno dando degli aiuti. Siccome hanno liquidità, si permettono di fare la spesa alle persone. È un voler sostituirsi allo Stato”.[6] Il welfare mafioso è particolarmente significativo in America Latina. In El Salvador le due principali gang–Barrio 18 e MS-13—hanno firmato una tregua e si sono prodigate per far rispettare le misure del lockdown, con la forza.[7] In Guatemala, Barrio 18 ha sospeso la raccolta delle estorsioni. A Michoacán, in Messico, membri dei cosiddetti ‘cartelli’ hanno distribuito pacchi di cibo col mitra in spalla, come si può vedere in un video postato su Youtube.[8] In un altro video, si vede la figlia di ‘El Chapo’ Guzman, boss del cartello di Sinaloa, mentre riempe di carta igienica e cibo pacchi con l’effige del padre.[9] In Brasile, dove il governo di Jair Messias Bolsonaro continua a negare il pericolo della covid19, il Commando Rosso ha imposto un coprifuoco nelle favelas sotto il proprio controllo, ha fornito informazioni sanitarie e distribuito cibo e risorse di prima necessità.[10] In una dichiarazione del 23 marzo ha dichiarato: “se il governo non fa la cosa giusta, ci penseremo noi”.[11] Il sito japanunderground.com ha rivelato che nel marzo 2020, la Inagawa-kai (una ‘famiglia’ di yakuza) ha mandato più di 30.000 maschere e altri beni di prima necessità in Cina. Inoltre, gli yakuza si sono anche offerti di disinfettare la nave da crociera Diamond Princess (14 morti e 712 infetti per il virus), ma il governo non ha accettato. 

Perché dobbiamo essere preoccupati? Dopo tutto, i gangster sono esseri umani e magari sono davvero preoccupati per i loro concittadini. Anche loro vivono in quei quartieri e rischiano di ammalarsi. Almeno tre membri della famiglia di yakuza Inagawa-kai sono risultati positivi al virus,[12] come anche diversi `ndranghetisti calabresi. Ma è anche chiaro che i mafiosi sono persone speciali. Come ebbe a scrivere Giovanni Falcone, “tutto è messaggio, tutto è carico di significato nel mondo di Cosa Nostra, non esistono particolari trascurabili.”[13] I mafiosi hanno a cuore l’interesse dell’organizzazione. I regali sono favori che andranno ripagati, non degli atti di carità o l’erogazione di un diritto. Chi beneficia del welfare mafioso dovrà poi accettare di ospitare un latitante o un summit a casa propria, nascondere una pistola o una partita di droga. I gesti di benevolenza servono ad affermare il controllo dell’organizzazione sulla comunità. Osservatori e gli studiosi spesso non capiscono che le mafie e molti ‘cartelli’ latino-americani sono organizzazioni che tentano di governare territori, i quali spesso sono marginalizzarti e dimenticati dalle amministrazioni locali e nazionali.[14]

Chi combatte le mafie certo deve ‘inseguire il denaro’ (follow the money), ma non dimenticare mai la dimensione ‘governativa’ delle mafie e i suoi tentativi di sostituirsi al welfare statale, che spesso tarda ad arrivare. In molte parti del mondo, l’economia sommersa è vasta. In Italia è di circa il 12,1% del valore del PIL.[15] Per definizione, queste persone non possono accedere alla cassa integrazione. In Italia, il sito dell’INPS si è dimostrato inadeguato a gestire tutte le domande degli impiegati regolari. Durante crisi economiche e sanitarie drammatiche, le autorità devono assicurarsi che i cittadini abbiamo i mezzi minimi di sussistenza. Gli aiuti devono essere rapidi, flessibili e andare subito nelle tasche dei cittadini, senza farsi troppe domande. In Germania, i lavoratori autonomi hanno ricevuto 5.000 euro.[16] Enrico Letta ha proposto che i fondi europei vengano distribuiti non dagli stati, ma messi direttamente nei conti correnti delle imprese.[17] Le istituzioni e le organizzazioni non governative devono assicurare il welfare a tutti coloro che ne hanno bisogno. Da qui passa la lotta alla mafia al tempo della covid19. 

*professore di criminologia all’Università di Oxford e autore di Vita di mafia (Einaudi 2019). 

31.05.2020


NOTE:[1]https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2020/04/08/news/palermo_il_fratello_del_boss_della_droga_fa_la_spesa_per_lo_zen-253439286/

[2] Gosh e Hammer, The Last Testament of Lucky Luciano (1975), pp. 77–9.

[3] https://www.history.com/news/al-capone-great-depression-soup-kitchen

[4] https://www.washingtonpost.com/opinions/2020/02/21/japans-response-coronavirus-is-slow-motion-train-wreck/

[5]https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/coronavirus_a_napoli_welfare_camorra_pasta_zucchero_e_usura_sospesa-5141137.html

[6] https://lavialibera.libera.it/it-schede-93-coronavirus_mafia_solidarieta_assistenza

[7] https://uk.reuters.com/article/us-health-coronavirus-brazil-favelas-fea/gangs-call-curfews-as-coronavirus-hits-rio-favelas-idUKKBN21B3EV

[8]https://www.youtube.com/watch?v=AdVpjoSymGQ&list=PLeR8i7XzlidjHoSoOWSQv94qr84EUGZqY&index=2&t=0s

[9] https://uk.reuters.com/article/uk-health-coronavirus-mexico-cartels/el-chapos-daughter-mexican-cartels-hand-out-coronavirus-aid-idUKKBN21Y3JJ

[10] https://www.terra.com.br/noticias/coronavirus/coronavirus-trafico-proibe-turistas-em-favelas-do-rio,fe51c0a4cb56352a96bda95e0acd642amrqlvjve.html?fbclid=IwAR0UbpiAL5BwXJC3w-mgn0-Hk2NBSu5Mkimln3huOHei2zr1w2dzJqzkRtI

[11] https://www.thetimes.co.uk/article/rio-gangsters-enforce-slum-curfew-with-threats-rmv3zpg29

[12] https://www.japanderground.com/post/the-yakuza-and-coronavirus

[13] Falcone Cose di Cosa Nostra (1991)

[14] https://www.insightcrime.org/news/analysis/criminal-governance-latin-america-coronavirus/. Va aggiunto anche il caso delle gang di Londra (vedi e.g. The Guardian, 31/05/2020).

[15] Nel 2017, vi erano 3 milioni e 700 mila lavoratori a tempo pieno non regolari in Italia, secondo I dati dell’ISTAT. https://www.istat.it/it/files/2019/10/Economia-non-osservata-nei-conti-nazionali-2017.pdf

[16] https://www.nytimes.com/2020/04/03/world/europe/coronavirus-Berlin-self-employed.html

[17] https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/05/25/news/enrico-letta-la-ue-metta-direttamente-i-soldi-nelle-tasche-di-imprese-e-cittadini-1.38886841

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